
Ma che gara sarà Samb-Citanò in campo neutro a Monte Urano e a porte chiuse?
Sgombriamo subito il campo da possibili equivoci o cattive interpretazioni: la condanna della violenza in una società che vuol definirsi civile è sostenibile e condivisibile sempre e comunque. La legge del taglione oltre il 2000 non è più giustificabile in nessun angolo del mondo. Il reale rispetto civico è uno degli aspetti da perpretare sempre con pervicacia fino alla sua totale affermazione.
Ora, la squalifica del campo di San Benedetto è avvenuta per intemperanza di presunti dirigenti o comunque di incaricati societari chiamati a svolgere compiti di sicurezza in campo, di accoglienza della terna arbitrale e quant'altro previsto per ogni sodalizio ospitante, dalla LND. E' chiaro che stavolta il pubblico, organizzato e non, non è stato il motivo scatenante della sanzione disciplinare inferta.
Analizzato l'antefatto non si capisce perchè a pagare le conseguenze del provvedimento adottato debbano essere proprio gli spettatori. Il Riviera delle Palme è tra i migliori stadi della categoria e sicuramente anche di altre superiori e surrogarlo è "mission impossible". La tifoseria sambenedettese è la più cospicua e numerosa del girone e visto che domenica si sarebbe trovata dall'altra parte una tifoseria gemellata da oltre trentanni, quella della Civitanovese appunto, era scontato che lo spettacolo sarebbe stato garantito ed unico senza patemi e conseguenze.
Insomma non si capisce perchè negare uno spot pubblicitario che esalta numeri, statistiche e prerogative per le quali la LND ha ragione di esistere.
Certo i provvedimenti disciplinari sono importanti ma perchè non comminare adeguate conseguenze (soprattutto quando il pubblico non ha colpe gravi) senza danneggiare l'immagine complessiva di un intero movimento?
Domenica sarebbe stata una grande festa del calcio dilettantistico. Un enorme spot social-popolare che avrebbe fatto bene allo sport, che avrebbe corroborato l'immagine del calcio ed esaltato il lavoro dei sodalizi sportivi e della stessa LND.
Insomma un'occasione persa. Un boomerang sotto il profilo dell'immagine che farà stare a casa, domenica e forse la prossima volta ancora, quello spettatore che viene allo stadio solo negli appuntamenti di cartello o solo nelle sfide che ricordano i bei tempi andati.
Per carità, i provvedimenti sono provvedimenti ma non è con il giurismo che si è fatta la storia del calcio e soprattutto non è con la burocrazia o con le normative che si riempiono gli stadi. Le società fanno sforzi e scelte soprattutto in funzione del pubblico e senza gli spettatori anche il più bel calcio, il più bel gol equivale ad un capolavoro fatto per se stesso, non ha senso.
Quindi domenica potremmo assistere anche alla gara più spettacolare dell'anno ma per chi sarà lo spettacolo?



























